Pignoramento

PIGNORAMENTO



Il pignoramento è l’espropriazione forzata dei beni appartenenti a un individuo. È descritto precisamente nell’articolo 491 del codice di procedura civile. Questa ingiunzione viene esposta dall’ufficiale giudiziario, verso il debitore.

Il pignoramento viene messo in atto quando un individuo  è in debito con un creditore. Attraverso questa pratica, il creditore si riappropria del denaro perso, a causa del proprio cliente, diventato ormai debitore.

Il pignoramento è consentito dalla legge, ma affinché possa essere valido, deve seguire delle procedure standard. Alcuni oggetti o beni ad esempio, non possono essere pignorati. Possiamo citare tra questi, i sussidi di maternità o quei beni che hanno valenza religiosa. Vediamo adesso quali sono i passaggi che devono essere presenti, previsti dalla legge italiana, affinché l’ingiunzione esposta dall’ufficiale giudiziario possa essere ritenuta valida.

1. Il pignoramento dei beni può essere messo in atto solo quando l’individuo ha un debito nei confronti di una terza persona (o società). È inteso che il pignoramento viene messo in atto solo qualora il debito fosse reiterato nel tempo.

2. Il pignoramento può essere effettuato solo qualora fosse presente un atto di precetto (notificato al debitore) e un titolo esecutivo.

3. All’interno dell’atto di precetto deve essere chiaramente indicato il termine previsto per saldare i debiti. La legge impone che tale periodo non sia inferiore ai 10 giorni.

4. Solo alla scadenza del periodo sopra citato, è possibile rendere operativo al 100% l’atto del pignoramento.

5. L’ingiuzione deve contenere le seguenti informazioni: invito a informare temperstivamente mediante una dichiarazione, il proprio luogo di residenza o dimicilio. Inoltre, deve informare il debitore che è possibile, al fine di evitare il pignornamento dei beni, versale presso la cancelleria del giudice, almeno un quinto del valore del debito.

6. All’interno dell’ingiunzione devono essere presenti anche le seguenti informazioni: i beni che saranno soggetti a pignoramento e il valore stesso degli oggetti da pignorare.

Esistono tre diverse forme di pignoramento:



Il pignoramento immobiliare: si riferisce al pignoramento di abitazioni e mobili presenti al suo interno. Il pignoramento può essere messo in atto solo qualora il debitore non viva al suo interno.

–  Il pignoramento mobiliare: riguarda il pignoramento di denaro contante, titoli di credito, oggetti preziosi.

– Il pignoramento presso terzi: come ci suggerisce il termine stesso, a subire il pignoramento sono terze persone che possiedono i crediti o i beni del debitore. Di questo particolare pignoramento, parleremo tra pochissimo.

Come accennato in precedenza, esistono dei beni che non possono essere pignorati. Tra questi abbiamo:

– Crediti alimentari

– Crediti di garanzia o sostenimento

– Sussidui di maternità

– Sussidui che provengono fa enti di assistenza

– Sussidui che provengono fa istituti di beneficienza

– Non possono essere pignorati beni con valore religioso

– I beni che garantiscono il sostenimento del debitore e della famiglia, non possono essere pignorati prima di un mese.

– Impignorabile la prima casa (non deve essere definita di lusso) quando il debito deve essere riscosso a favore della pubblica amministrazione. Può essere pignorata quando il debito è verso cittadini privati o banche.

Sono soggetti a impignorabilità relativa: 

– I crediti di pensione. È necessario che il pensionato possa avere i mezzi per soddisfare le proprie esigenze.

Pignoramento presso terzi

Abbiamo accennato poco fa, alle tre forme di pignoramento standard. Quando un individuo è soggetto a espropriazione forzata, può essere soggetto a:pignoramento di oggetti immobiliari, oggetti mobiliari o beni presso terzi. Adesso, concentrandosi su quest’ultima forma di pignoramento, cercheremo di chiarire come può avvenire un espropiazione forzata di beni, verso terze persone.

Il pignoramento presso terzi si riferisce a tutti quei crediti che vengono versati al debitore, sotto forma di stipendio, pensione, crediti derivanti dall’esercizio della libera professione o conti correnti bancari.

Il pignoramento presso terzi potrebbe seriamente compromettere la serenità della persona soggetta ell’espropiazione forzata dei beni. La legge tuttavia tutela in parte il cittadino, ponendo dei limiti al pignoramento presso terzi.

Questi crediti possono si essere pignorati, ma, stando alle leggi in vigore prima del 2013,  non poteva essere tolto al debitore più del 20% dello stipendio. Una persona che percepiva 1000€ di stipendio, vedeva sottrarsi quindi, 200€.

Dal 1 gennaio 2013 la legge si è movimentata a favore del cittadino, imponendo delle normative differenti. Vediamo quindi che:

– Il cittadino che percepisce uno stimendo mensile uguale o inferiore ai 2.500€ mensili, si vedrà pignorato solo 1/10 dello stipendio.

– I cittadini che percepiscono uno stipendio compreso fra i 2.501 e 5000€, si vedrà togliere 1/7 dello stipendio.

– Coloro che possiedono un reddito superiore ai 5000€, saranno soggetti al classico pignoramento del quinto dello stipendio.

Il pignoramento presso terzi viene eseguito anche su cose possedute da altre persone, ma di proprietà del debitore. Quando il pignoramento presso terzi viene messo in atto, deve essere notificato l’atto contenente:

– L’indicazione del credito per cui viene messo in atto il pignoramento.

– Indicazione di cose e somme dovute

– Intimazione rivolta al terzo, di non disporre di cose e somme senza aver ricevuto ordine dal giudice.

– Conterrà anche l’ingiunzione per non compire nessun atto dispositivo ne sui crediti ne sui beni soggetti al pignoramento.

– Inoltre, contiene l’invito scritto a fare la dichiarazione del terzo davanti al giudice, come prevede l’articolo 547 c.p.c

Dal momento stesso in cui viene notificato il pignoramento, il terzo coinvolto, dovrà sottostare alla legge.

Anche il pignoramento presso terzi comunque, prevede alcune limitazioni. Esistono anche in questo caso, dei beni impignorabili, come ad esempio: crediti alimentari, sussuidui per maternità o malattie, liquidità proveniente da casse di assicurazione ecc.