Agenzia debiti

Atto di Precetto

Nel momento in cui i Creditori, Banche e
Finanziarie decidono di rientrare in possesso del proprio credito intraprendono delle azioni legali per soddisfare la propria pretesa creditoria quali: decreto ingiuntivo, atto di precetto, ed infine il pignoramento.

L’atto di precetto e’ un “ultimatum” che il creditore rivolge al debitore per ottenere il pagamento del debito e se il debitore non dovesse effettuare il pagamento il creditore ha la possibilita’ di iniziare ad espropriare forzatamente i beni del debitore (beni immobili, mobili, stipendio, pensione, conti correnti, ).

E’ possibile fare opposizione ad un Atto di Precetto sia per motivi formali che sostanziali.


Chiudere i Debiti con Banche e Finanziarie pagandoli meno e Difesa Legale

Sai che esistono Sistemi Legali per Chiudere i Debiti pagandoli Meno?

Una delle nostre attivita’ consiste nel dare consulenza ai privati o alle piccole aziende che hanno dei finanziamenti che non riescono piu’ a pagare e hanno quindi bisogno di un aiuto su come riuscire a Chiudere i debiti con Banche e Finanziarie pagandoli meno.

Debiti con Banche e Finanziarie

E’ Veramente Possibile Chiudere i debiti con Banche e Finanziarie pagandoli meno!

debitiEsempio: se devi restituire alla finanziaria 30.000 Euro e non
riesci piu’ a pagare, faremo in modo che la Finanziaria si accontenti
di una cifra che va da 9.000 a 18.000 €!

Molte persone e tante famiglie attualmente hanno
un’esposizione molto alta (vale a dire tanti debiti) con le finanziarie
per aver acquistato beni di consumo (oltre al mutuo, mobili, auto,
elettrodomestici, ecc.) e non riescono a far fronte ai pagamenti.

A questo punto l’unica strada da perseguire e’ quella di
aiutare la famiglia, la persona o la piccola azienda a fare in modo di
chiudere il debito (o i debiti) con le Banche e/o le Finanziarie
attraverso operazioni di saldo e stralcio anche a rate che possono portare a chiudere il debito dal 40 ed anche fino al 70%. A volte si riesce anche a pagare meno nei casi in cui il cliente non abbia proprieta’, lavoro fisso, stipendi gia’ pignorati in quanto la finanziaria si trova di fronte ai cosidetti “crediti non garantiti” e non puo’ quindi “aggredire” il cliente pressoche’ in alcun modo.

Ad esempio: una famiglia ha 30.000 € di debiti perché ha ottenuto un prestito da una Finanziaria ma, suo malgrado, non riesce a restituirli. Il nostro lavoro consiste nel fargli chiudere questo debito ad una cifra che va da 9.000 a 18.000 €.

In un caso del genere la nostra tariffa è di 3.000 € pagabili anche a rate.

Alla fine, quindi, la famiglia paga da 12.000 a 21.000 € anziché 30.000 e risparmia di fatto una cifra tra i 9.000 ed i 18.000€.

Chiudere i Debiti con il Fisco e Difesa Legale

Chiudere i debiti pagandoli meno possibile è un diritto, non è un reato!

Hai avuto Accertamenti dal Fisco? I nostri Avvocati possono Aiutarti!

Noi della Agenzia Debiti, ti possiamo aiutare con l’esperienza degli Specialisti dei Debiti, per risolvere situazioni debitorie con il Fisco.

Debiti con il Fisco

Negli ultimi anni l’Agenzia delle Entrate ha incrementato i controlli, ha migliorato la qualita’ del proprio sistema informatico e delle proprie procedure e tutto questo sta comportando un incremento delle richieste di imposte e tasse al contribuente, sia esso persona fisica o giuridica.

Pur non avendo nulla da eccepire sulla legittima attivita’ del Fisco tendente alla diminuizione dell’evasione fiscale e’ altrettanto evidente che degli Specialisti come noi si indirizzino sempre di piu’ nel cercare di difendere gli interessi dei cittadini e delle piccole aziende.

Dopo aver verificato che quanto richiesto sia o meno effettivamente dovuto e’ possibile Diminuire, Rimandare, Rateizzare e persino Annullare Legalmente i Debiti con: Fisco, Agenzia delle Entrate, Equitalia, INPS, INAIL, Stato, Enti locali, Societa’ di riscossione tributi e qualsiasi altro ente statale.

Citiamo alcuni esempi su come si possa controbattere le richieste di pagamento da parte dello Stato in genere:

Rateizzazione fino a 72 mesi

Ricorso in Commissione Tributaria I, II grado e Cassazione

Ricorso in Autotutela

Ricorso al Capo dello Stato

Impugnazione avvisi di accertamento o liquidazione dell’ Agenzia delle Entrate

Impugnazione di cartelle esattoriali

Opposizioni ad atti esecutivi/esecuzioni

Accertamento con Adesione

Decreto Ingiuntivo

Specialisti in Opposizioni ai Decreti Ingiuntivi

Nel momento in cui i Creditori, Banche e Finanziarie non accettano o non possono concederti uno sconto sul pagamento del debito e’ molto probabile che intraprenderanno delle azioni legali per soddisfare la propria pretesa creditoria ed entrare in possesso di cio’ che pensano gli sia dovuto.

Tra queste, una delle piu’ utilizzate e’ il Decreto Ingiuntivo: si tratta dell’ordine dato dal Giudice al debitore di adempiere l’obbligazione assunta (ad es. il pagamento di una somma di denaro) entro un determinato periodo di tempo (normalmente 40 giorni dalla notifica).

Trascorso tale termine senza proporre opposizione od effettuare il pagamento, il decreto diventa esecutivo e viene seguito
dalla notifica dell’atto di precetto, con il quale si intima al debitore il pagamento della somma entro e non oltre 10 giorni dalla notifica: decorso infruttuosamente tale termine, si può procedere al pignoramento dei beni del debitore.

E’ possibile fare opposizione ad un Decreto Ingiuntivo.

Se sono scaduti i termini per l’opposizione al Decreto Ingiuntivo possiamo comunque trattare con i tuoi creditori per evitare il Pignoramento

dei Tuoi Beni (immobili, mobili, stipendio, pensione, conti correnti).

Noi della Agenzia Debiti, ti possiamo aiutare con l’esperienza degli Specialisti dei Debiti, per risolvere situazioni debitorie di qualunque tipo: ci preoccuperemo di Difenderti Legalmente promuovendo tutte le azioni possibili per risolvere il tuo problema di Debiti attraverso non soltanto l’opposizione al Decreto Ingiuntivo ma anche attraverso operazioni di transazione con i tuoi creditori.

Pignoramento

Come evitare che i Creditori possano portar via i Tuoi Beni

Nel momento in cui i Creditori, Banche e Finanziarie decidono di rientrare in possesso del proprio credito intraprendono delle azioni legali quali: decreto ingiuntivo, atto di precetto ed infine il pignoramento.

Il pignoramento e’ l’atto con cui si inizia l’espropriazione forzata dei tuoi beni: immobili, mobili, stipendio, conti correnti,
presso terzi. Ognuno di questi pignoramenti si esegue con delle caratteristiche peculiari.

Se hanno gia’ Pignorato i Tuoi Beni (immobili, mobili, stipendio, pensione, conti correnti) e’ possibile fare opposizione ad
un Pignoramento per motivi formali o sostanziali, contestando il diritto a procedere con l’esecuzione, rilevando l’eventuale impignorabilità dei beni colpiti dall’esecuzione o valutando ogni aspetto di legittimità del pignoramento.

Noi della Agenzia Debiti, ti possiamo aiutare con l’esperienza degli Specialisti dei Debiti, per risolvere situazioni debitorie di qualunque tipo: ci preoccuperemo di Difenderti Legalmente promuovendo tutte le azioni possibili per risolvere il tuo problema di Debiti attraverso non soltanto l’opposizione al Pignoramento ma anche attraverso operazioni di transazione con i tuoi creditori.

Accordo Ristrutturazione Debito

L’art 182 Bis della Legge Fallimentare, introdotto dalla riforma del 2006, prevede la possibilità di accordo di ristrutturazione del debito. Questo consiste nel riconoscimento all’imprenditore in crisi insolvente della facoltà di stipulare un accordo con i creditori. Questi ultimi devono per legge rappresentare almeno il 60% dei crediti.

Una volta depositato in tribunale, unitamente alla relazione di un esperto (in possesso dei requisiti di cui all’art. 67, terzo
comma, lettera d) ) che, sulla base dei documenti della contabilità aziendale, ne confermi la funzionalità e l’attuabilità anche in favore di creditori estranei, l’accordo viene pubblicato nel registro delle imprese: la pubblicità è necessaria affinché i soggetti interessati possano presentare opposizione entro 30 giorni. Trascorso tale termine il tribunale decide sulle eventuali opposizioni ed eventualmente provvede all’omologazione dell’accordo tramite decreto motivato.
Quest’ultimo è reclamabile in grado di appello ex art. 183.

Va precisato che l’accordo ha validità ed efficacia dal momento della pubblicazione. Da questo termine iniziale il soggetto
gode di un periodo di 60 giorni durante il quale i creditori per titolo e causa anteriore a tale data non possono né dare inizio né proseguire azioni cautelari o esecutive contro il patrimonio del debitore. Per effetto dell’omologazione vengono esonerati da revocatoria tutti gli atti, i pagamenti e le garanzie conseguenti al piano nel caso in cui ad esso faccia seguito una sentenza di fallimento.

Aiuto debiti

La crisi economica ha messo alle strette tanti cittadini e molti necessitano di aiuto per debiti assunti e non onorati. Il primo
passo è quello di controllare meticolosamente entrate ed uscite per avere una prova tangibile delle spese maggiori e di quelle evitabili con un programma di risparmio. Occorre quindi comprimere le uscite. E’ importante mettere per iscritto tutte le uscite.

Quando si salta una rata o si ritarda con delle scadenze occorre realizzare subito la gravità della situazione: è evidente che
qualcosa nel bilancio non va quindi bisogna intervenire in modo tempestivo senza indugiare oltre. In caso contrario si genera una spirale di debiti insoluti che porta inevitabilmente nel vortice del fallimento. La gestione opportuna varia a seconda della gravità dell’indebitamento. Chi può aiutare in queste situazioni? Evitate scorciatoie o false promesse di chi pubblicizza vie facili e illegali: l’unica soluzione saggia è quella di rivolgersi all’aiuto professionale e sicuro delle agenzie di debito.

Banche dati

Nel settore del credito per Banca Dati si intengono quei
sistemi di informazione creditizia (SIC) consultabili da banche e
finanziarie per la valutazione del merito creditizio. Sono anche
definite “centrali rischi” proprio perché banche e finanziarie
consultandole riescono a determinare il rischio nell’erogazione di un
credito.

Le Banche Dati raccolgono tutta la storia creditizia di una
persona: se e quanti finanziamenti ha contratto, eventuali ritardi nei
rimborsi, protesti o pignoramenti. Forniscono insomma una sorta di
“pagella” sulla nostra storia creditizia.

Le più note banche dati private in Italia sono CRIF, Experian
e CTC, mentre la banca dati pubblica è gestita dalla Banca d’Italia.

Cancellazione CAI

Come è possibile richiedere la cancellazione dalla CAI?
Andiamo per ordine. La CAI è la Centrale d’Allarme Interbancaria, ossia
l’archivio informatico degli assegni e delle carte di pagamento
irregolari istituito presso la Banca d’Italia. Questo archivio viene
gestito dalla S.I.A, Società Interbancaria per l’Automazione.

E’ qui che sono contenute tutte le generalità delle persone
che emettono assegni (bancari o postali) senza autorizzazione o
scoperti, gli estremi degli assegni contestati, i dati delle carte di
credito con revoca di utilizzo e le sanzioni amministrative applicate.

Per i soggetti iscritti vige la “revoca di sistema”, ossia il
divieto di emettere assegni per sei mesi e l’obbligo di restituire
quelli in proprio possesso. Chi prova ad incassare un assegno respinto
per assenza di fondi deve avvisare il soggetto interessato: questo avrà
60 giorni di tempo per pagare (il pagamento essendo tardivo deve
includere anche eventuali interessi di mora, penali e spese). In
mancanza di pagamento tardivo la persona che ha emesso l’assegno viene
iscritta nel CAI e i suoi dati vi restano per sei mesi, anche se
intanto l’assegno viene coperto. Passati questi sei mesi, in cui è
valida la “revoca di sistema”, i dati vengono cancellati
automaticamente.

Rivolgendosi a delle agenzie di debito specializzate è
possibile però valutare gli estremi per una cancellazione anticipata
facendo una segnalazione all’ente segnalante o ad un giudice. Ciò è
possibile in caso di iscrizione illecita o errata o per altri vizi.

Cancellazione protesti

L’iscrizione al Registro dei Protesti rende l’accesso al credito ancora
più difficoltoso. Banche Finanziarie non si assumono facilmente il
rischio di finanziare chi è iscritto a tale Registro.

In alcuni casi è però possibile richiedere la cancellazione
dal Registro (ad esempio per avvenuto pagamento del titolo, per
illegittimità od erroneità del protesto, riabilitazione).

Per ritrovare la tua serenità affidati all’esperienza degli
Avvocati dei Debitori di Agenzia Debiti per cancellare il tuo nome dal
Bollettino dei Protesti.

Crif

Le centrali rischi come CRIF hanno dei tempi di conservazioni
dei dati prestabiliti in base al peso del dato stesso. Ad esempio
ritardi o morosità possono essere conservati sino a 36 mesi e quindi
restringere le possibilità di ottenere un finanziamento per tutto quel
tempo.

Nel caso in cui la tua posizione creditiza non ti consenta di
ottenere un finanziamento si può avviare la procedura di cancellazione.
Questo consentirà un più facile accesso al credito.

Agenzia Debiti può aiutarti grazie all’esperienza dei nostri
Avvocati de Debitori, specialisti nel risolvere le situazioni
debitorie. Siamo in grado di effettuare la cancellazione da CRIF e le
altre banche dati dei cattivi pagatori.

CRIF S.p.A. gestisce EURISC, il principale sistema di
informazioni creditizie. Esso raccoglie i dati che consentono di
valutare il merito creditizio di chi richiede una qualsiasi forma di
credito.

CRIF non raccoglie solo le informazioni “negative”, classificando
quindi solo i cattivi pagatori, ma tutte le informazioni inviate da
banche e finanziarie che consentono poi di valutare e contenere il
rischio nel caso di emissione di un finanziamento.

La consultazione di questi dati da banche e finanziarie
avviene solo nel caso in cui ci sia la firma e quindi l’approvazione
del trattamento dei dati personali da parte di un cliente.

Cartella esattoriale

Che cos’è una cartella esattoriale? Come si legge? Come
reagire alla notifica? Andiamo per ordine: la cartella esattoriale è
sostanzialmente un documento che autorizza lo Stato a recuperare somme
non pagate (o che quantomeno non risultano pagate) per infrazioni del
codice della strada. Per il contravventore è una specie di ‘rinnovo a
pagare’ quanto dovuto.

Se avete una multa vecchia nel cassetto sapete già che
probabilmente la cartella fa riferimento a quella, anche se nella
notifica si parla generalmente di “infrazioni del Codice della Strada”
non meglio specificate. Trattandosi di un pagamento tardivo oltre al
valore di quanto dovuto (che non è più necessariamente quello della
multa originaria ma per legge può arrivare fino alla metà del massimo
previsto per quella violazione) vengono aggiunte eventuali spese per il
procedimento più una mora pari ad un decimo per ogni semestre
trascorso. La legge prevede che la cartella esattoriale deve essere
trasmessa entro un massimo di 5 anni dalla data della violazione del
codice stradale.

Ritenete di avere un motivo per opporvi alla cartella?
Rivolgetevi ad un esperto: avete 30 giorni di tempo per impugnarla di
fronte al Giudice di Pace. Tra i motivi per opporsi alla cartella
esattoriale ci sono: pagamento già avvenuto, ricorso al verbale entro i
termini, morte del trasgressore, vizi di notifica, sanzione caduta in
prescrizione e cambio di intestazione del veicolo al momento della
violazione. Prima di pagare consulta i tuoi diritti con un’agenzia di
debiti.

Consolidamento debiti

Il permette di accorpare più debiti, derivanti da prestiti o
finanziamenti diversi, in un’unica rata mensile più bassa. E’ uno
strumento offerto al debitore per semplificare la gestione dei debiti.
In sostanza le rate vengono accorpate e spalmate su un periodo di tempo
più lungo. La possibilità di accorpamento va richiesta ad istituti
specializzati in questa categoria di prodotti finanziari.

Oggi sono molte le persone che devono far fronte a più
prestiti richiesti per esigenze diverse: dalla macchina, al viaggio,
dal matrimonio alla moto etc. Ma se il numero delle rate aumenta può
risultare sempre più difficile gestire la propria situazione
finanziaria, tenere i conti e ricordarsi di tutti i versamenti da fare
e delle scadenze. Il meccanismo del consolidamento è semplice: si
accende un finanziamento nuovo e con la somma erogata si estinguono
tutti i prestiti in essere. A questo punto al debitore mancherà solo da
estinguere questo unico finanziamento finale.

Il prestito richiesto per il consolidamento debiti può essere
generalmente di due tipi: prestito personale e mutuo. Il primo è adatto
per somme inferiori ai 60.000 euro ed ha il vantaggio di evitare
l’ipoteca sull’immobile di proprietà (l’unico requisito richiesto è un
reddito fisso mensile dimostrabile).

I tempi di estinzione di un prestito personale possono
arrivare fino a dieci anni. Con il mutuo ovviamente, a fronte di una
garanzia immobiliare, si allungano i tempi di restituzione (che possono
arrivare anche a trenta anni) ed è possibile richiedere somme maggiori.

CTC

Il CTC (un consorzio senza fini di lucro) è il Gestore di un
sistema di informazioni creditizie (SIC) di tipo solo negativo (già
noto come centrale rischi); i Consorziati del CTC sono i Partecipanti
al SIC.

I dati che registra il CTC sono relativi a finanziamenti con i
partecipanti al CTC, nel caso in cui si siano verificati dei ritardi
nel pagamento di almeno 120 giorni o di quattro rate mensili.

il CTC quindi non effettua un servizio di credit scoring come
CRIF e non tratta dati provenienti da altre fonti.

Debito

Il debito è una somma di denaro che deve essere restituita in
seguito alla stipula di un contratto che regola una qualsiasi forma di
credito.

Una delle nostre attivita’ consiste nel dare consulenza ai
privati o alle piccole aziende che hanno dei debiti con il Fisco o dei
finanziamenti che non riescono piu’ a pagare e hanno quindi bisogno di
un aiuto su come riuscire a Chiudere i debiti contratti con Banche e
Finanziarie pagandoli meno.

Affidati all’esperienza del nostro team di Avvocati dei
Debitori, ti assisteremo nella protezione del tuo patrimonio.

Elenco protesti

L’elenco protestati contiene i nomi e le generalità dei
debitori insolventi. Le Camere di Commercio possono estrapolare dal
Registro informatico un elenco protesti aggiornato mensilmente
disponibile per chiunque faccia richiesta di consultazione in seguito
alla sottoscrizione di abbonamento annuale. E’ a questo tipo di elenchi
che fanno riferimenti banche e istituti di credito prima di concedere
un prestito.

E’ evidente che questo elenco, pensato a garanzia dei
creditori, va a discapito di debitori che, a causa della crisi,
presentano difficoltà a rispettare con puntualità tutte le scadenze pur
essendo persone oneste e affidabili. Essere presente sull’elenco dei
protestati rende difficile la concessione di ulteriori prestiti, se non
a condizioni molto rigide. In questa condizione quindi può essere
opportuno rivolgersi ad un’agenzia di debiti per avere un consulto con
professionisti in materia e valutare la possibilità di cancellare il
proprio nome dall’elenco dei protestati.

La legge stabilisce che il protesto può essere cancellato dopo
12 mesi dalla data in cui è stato levato. Per la procedura occorrono
alcuni giorni e il pagamento del diritto di segreteria di alcuni euro.
Gli esperti del settore possono guidarvi nella procedura di
cancellazione o trovare soluzioni alternative. Se ad esempio sono
trascorsi i termini per presentare domanda di cancellazione ma il
pagamento è avvenuto si può richiedere al Presidente della Camera di
Commercio di aggiungere una nota accanto al nome che specifichi che il
debito è stato ottemperato.

Equitalia

Equitalia è la società pubblica incaricata della riscossione
nazionale dei tributi ed è in mano all’Agenzia delle Entrate per il 51%
e per il 49% all’Inps.

Interviene nel momento in cui si verifica il mancato pagamento
di un tributo statale (ad esempio il canone RAI) attraverso: cartelle
esattoriali, fermo amministrativo, pignoramento immobiliare o
mobiliare, ipoteca cautelare ed esproprio dei beni pignorati. Queste
ultime ovviamente nei casi in cui in seguito agli avvertimenti il
debitore abbia perpetrato nel mancatopagamento.

Experian

Experian è una società che opera in oltre 65 Paesi e offre
diversi servizi per i consumatori e per il business (servizi per il
marketing, analisi e consulenze, servizi per il credito).

Proprio relativamente al credito Experian è nota come sistema
di informazione creditizia (SIC) privato, che offre informazioni a
banche e finanziarie sull’affidabilità creditizia di chi richiede un
finanziamento. In questo ambito è comunque è meno nota di CRIF.

Fermo amministrativo

Il fermo amministrativo è un atto per mezzo del quale
l’automobile, o un altro bene mobile registrato, di un soggetto
debitore insolvente viene bloccata. A disporre il blocco può essere il
Comune, l’INPS, le Regioni, lo Stato e altri enti competenti. Il debito
può riguardare tasse o triuti oppure multe per infrazioni al Codice
della Strada non pagate.

Contestualmente al blocco fisico del veicolo avviene
l’iscrizione del provvedimento di fermo amministrativo nel Pubblico
Registro Automobilistico (PRA). L’effetto di questa iscrizione è
l’impossibilità di usare l’automobile fino al pagamento del debito e
alla conseguente cancellazione dal PRA. Se il soggetto viola questo
divieto e circola lo stesso con il veicolo viene applicata una sanzione.

Anche in caso di vendita successiva all’iscrizione il veicolo
resta soggetto al fermo. Se nonostante il fermo amministrativo il
debito non viene saldato il concessionario della riscossione potrà
agire per la vendita forzata. Una volta pagato il debito il
proprietario del veicolo può richiedere la cancellazione dal Registro
presentando un certificato rilasciato dal concessionario della
riscossione che confermi il pagamento, il certificato di proprietà
(CdP) e il il modello NP-3.

La cancellazione ha un costo di 41,84 € più imposta di bollo.
Ma ci sono altre vie per difendersi. Se il fermo amministrativo è stato
iscritto per errore la cancellazione sarà gratuita. Lo stesso avviene
se al momento dell’iscrizione il veicolo era già stato venduto.

Finanziamenti

Finanziamento è il termine che identifica
l’ottenimento di una somma di denaro da parte di un soggetto tramite la
concessione di un prestito da parte di enti
qualificati (Banche, finanziarie, mediatori creditizi). Il
finanziamento di conseguenza indica il ricorso al credito.

Le forme di finanziamento sono varie,
principalmente si distinguono i finanziamenti finalizzati (vincolati
all’acquisto di un bene come un’auto o un elettrodomestico), i prestiti
personali, le cessioni del quinto e i mutui immobiliari.

Finanziarie

Le società finanziarie sono gli istituti a cui si rivolge
generalmente chi richiede un prestito, un
finanziamento o un mutuo. Queste società rientrano nella categoria di
enti finanziari, noti anche come intermediari finanziari: non sono
banche ma si occupano di accogliere partecipazioni e di concedere
finanziamenti. La lista completa di quelle riconosciute è contenuta in
un elenco gestito dall’UIC.

L’iscrizione all’albo per le finanziarie è
fondamentale e obbligatoria: per i privati è una garanzia della
legalità della finanziaria e del fatto che l’attività venga svolta
secondo principi di legge. Ci sono infatti delle condizioni che le
Finanziarie devono rispettare per essere ammesse all’albo: prima di
tutto la forma in cui si costituiscono deve essere quella della società
per azioni, di società in accomandita per azioni, di società a
responsabilità limitata o di cooperativa.

Sono diversi i servizi che si possono richiedere presso queste
società: in primo luogo tutto quello che riguarda il prestito (dal
credito al consumo, alla garanzia ipotecaria, dal factoring alla
cessione di credito etc) al quale si aggiungono leasing
finanziario
, emissione di traveler’s cheque, lettere di
credito, rilascio di garanzie etc. Ma le Finanziarie operano anche con
imprese alle quali offrono consulenza in materia finanziaria,
assistenza nella strategia industriale e altri servizi. Rientra inoltre
nell’attività di questi istituti lo svolgimento di servizi di
intermediazione prettamente finanziaria come ad esempio il money
booking, la custodia, la negoziazione di strumenti finanziari etc.

Microcredito

Si sente spesso parlare di microcredito ma cosa si intende
esattamente con questa espressione in ambito finanziario? Il microcredito
è un finanziamento
che viene concesso ad imprenditori, o
soggetti aspiranti tali, in difficoltà economica ai
quali non sarebbe erogato, secondo i requisiti richiesti, un prestito
dalla banca.

L’idea del microcredito risale a circa 40 anni fa e si deve al
Prof. Muhammad Yunus (insignito nel 2005 del
Premio Nobel per la pace). Dal Bangladesh questo istituto è stato
esportato nel resto del mondo. Come si può intuire dal nome il
microcredito può avere ad oggetto somme di scarsa entità: proprio per
questo motivo non vengono richieste grandi garanzie e non si
costituisce quindi un prestito fiduciario.

Ma chi eroga il microcredito ai soggetti che vogliono avviare
un’impresa? Possono essere organizzazioni Onlus, enti
religiosi
o pubblici: requisito essenziale è
la richiesta a cui va allegato il progetto di impresa che si intende
realizzare. E’ un privilegio riservato esclusivamente ai soggetti in
difficoltà economiche e che non potrebbero avere accesso al credito
delle banche. L’obiettivo è infatti quello di promuovere e sostenere
l’iniziativa economica soprattutto nei Paesi ancora in via di sviluppo
dove molte famiglie vivono del reddito delle piccole imprese.

Negli ultimi anni comunque istituti simili si stanno
sviluppando anche nei Paesi industrializzati dove però la crisi blocca
l’iniziativa economica (cosiddetti nuovi poveri). Il microcredito può
essere un aiuto valido soprattutto per artigiani e piccole imprese. In
Italia il microcredito è accessibile dal 2006.

Pignoramento

Nel momento in cui il Fisco, i Creditori, Banche e Finanziarie
decidono di riscuotere il proprio credito
intraprendono delle azioni legali quali: decreto ingiuntivo, atto di
precetto, cartella esattoriale ed infine il pignoramento.

Il pignoramento è un’azione giudiziaria che
prevede, ai sensi dell’art. 491, l’espropriazione da
parte dell’ufficiale giudiziario di beni di proprietà di un debitore:
immobili, mobili, stipendio, conti correnti, presso terzi.

Noi della Agenzia Debiti, ti possiamo aiutare con l’esperienza
degli Avvocati dei Debitori, specialisti nel
risolvere situazioni debitorie di qualunque tipo, ci preoccuperemo di
Difenderti Legalmente promuovendo tutte le azioni possibili per
risolvere il tuo problema di Debiti attraverso non soltanto
l’opposizione al Pignoramento ma anche attraverso operazioni di
transazione con i tuoi creditori e cercheremo, quando legalmente
possibile, di proteggere il tuo patrimonio

immobiliare (case, terreni, ecc.) e mobiliare (titoli, azioni,
obbligazioni, conti correnti, autovetture, ecc.) a titolo preventivo da
eventuali attacchi di creditori in genere (fornitori, Stato, Fisco,
ecc.) attraverso strumenti giuridici tutelati dalla Legislazione
Italiana ed internazionale.

Pignoramento dello stipendio

Contro un debitore insolvente può essere richiesto il pignoramento
dello stipendio o della pensione
. Esistono comunque dei limiti
e degli strumenti di tutela che il debitore dovrebbe conoscere . Il
limite massimo che può essere pignorato è di un quinto
valutato al netto di ritenute
, per tributi dovuti allo Stato,
alle province ed ai comuni, mentre sale fino alla concorrenza di un
terzo per causa di alimenti dovuti per legge
; Molto spesso si
confonde il pignoramento dello stipendio con la cessione del quinto
(visto che le proporzioni sono le stesse): in realtà in questo secondo
caso si tratta di una scelta volontaria del debitore mentre nel caso di
pignoramento questo non ha scelta.

Ma è comunque possibile salvaguardare i propri diritti
attraverso gli strumenti che la legge riconosce. Chi subisce un
pignoramento dello stipendio o della pensione ha la facoltà di chiedere
al Giudice, in sede di udienza per la dichiarazione del terzo, una riduzione
della quota pignorata
. Il debitore in questi casi deve
dimostrare che il denaro a sua disposizione mensilmente tenuto conto
del quinto pignorato, non gli permette di far fronte alle esigenze di
mantenimento in maniera dignitosa. Deve infatti essere sempre in ogni
caso garantito al debitore il cosiddetto minimo vitale.

Oggi invece purtroppo purtroppo sempre più persone subiscono
il pignoramento del proprio stipendio senza il controllo di un giudizio
di sostenibilità. Rivolgersi a professionisti del settore è un modo per
assicurarsi la garanzia dei propri diritti in materia.

Pignoramento mobiliare

ll pignoramento mobiliare viene fatto dall’ ufficiale
giudiziario
sulle cose mobili in proprietà del debitore.
Perché avviene e quali sono gli strumenti di difesa del debitore? Non
tutti sanno che, nel momento in cui l’ufficiale giudiziario si presenta
a casa, munito del titolo esecutivo e del precetto, il debitore ha
un’estrema possibilità di impedire il pignoramento pagando
immediatamente
quanto dovuto (debito più spese). Se ciò non si
verifica inizia appunto il pignoramento mobiliare: l’ufficiale è
autorizzato a cercare i beni non solo nella casa ma anche presso terzi
o sul posto di lavoro. Deve però rispettare alcune accortezze miranti a
tutelare il decoro del debitore in quanto persona.

L’ufficiale non ha bisogno di preavviso ma non può presentarsi
nei giorni festivi e prima delle 7 o dopo le 21. Esistono dei beni
qualificati come impignorabili: in ogni caso tra quelli pignorabili
devono essere preferiti nell’ordine il denaro contante,
gli oggetti preziosi, i titoli di credito

ed ogni altro bene che appaia di sicura realizzazione. L’intervento
della forza pubblica può essere richiesto in caso di mancata
collaborazione del debitore o di interferenza di soggetti terzi
disturbatori.

La stima del valore dei beni può essere
fatta anche con l’aiuto di esperti. I beni pignorati non possono essere
venduti o sottoposti ad atti di disposizione e devono servire in via
esclusiva a soddisfare il credito indicato nell‘atto di pignoramento.
Il pignoramento è quindi in sostanza una ingiunzione dell’ufficiale
giudiziario al debitore di astenersi da ogni atto diretto a sottrarre
alla garanzia del credito i beni oggetto dell’espropriazione e i frutti
di esso.

Precetto su decreto ingiuntivo

L’atto di precetto è il mezzo attraverso il
quale il creditore, che dispone di un titolo certo per la prova del
credito o a favore del quale è stata emessa una sentenza, può pretendere
il pagamento
di quanto dovuto entro un termine solitamente
corrispondente a dieci giorni. Un titolo per legittimare l’atto di
precetto è sicuramente il decreto ingiuntivo. Al debitore comunque non
va notificato il decreto bensì l’atto di precetto che fa riferimento al
suddetto decreto: la differenza non è di poco conto.

Una volta divenuto esecutivo il decreto può essere impugnato
solamente tramite revocazione ed esclusivamente nei casi previsti
all’art. 647 del codice di procedura civile, ovvero dolo delle parti,
prove false, contraddittorietà con precedente sentenza passata in
giudicato o dolo del giudice. In caso di mancato pagamento dopo la
scadenza del termine indicato il creditore potrà richiedere il pignoramento
dei beni del debitore
, che verranno quindi sottoposti a
vendita forzata.

E’ bene che il debitore al quale venga notificato un atto di
precetto si rivolga a personale qualificato per essere tutelato e
assicurarsi che la sua dignità e i suoi diritti non vengano in alcun
modo violati. Sempre più spesso infatti i debitori, ignorando i
requisiti che l’atto di precetto e il decreto ingiuntivo devono
presentare sia dal punto di vista formale che sostanziale, accettano il
pagamento anche se non dovuto perché intimoriti dalle conseguenze
legali minacciate dal creditore o da chi agisce in sua vece.

Precetto su sentenza

Cosa si intende per atto di precetto e qual è la differenza
tra precetto su sentenza e precetto su decreto
ingiuntivo?

L’atto di precetto è uno dei mezzi che il creditore può
utilizzare per intimare il pagamento entro un termine prestabilito al
debitore. Solitamente vengono concessi 10 giorni per saldare il
debito
a partire dalla data in cui viene notificato l’atto di
precetto. Nel documento devono essere indicate le generalità di
debitore e creditore e l’oggetto ovvero la somma che costituisce il
credito nonché il titolo in base al quale essa è stata concessa. Questo
rappresenta in sostanza una sorta di ultimatum: se scaduto il termine
il debitore non ha pagato il creditore può richiedere all’ ufficiale
giudiziario il pignoramento
di tutti i beni del debitore fino
al totale soddisfacimento del proprio credito inclusi eventuali
interessi e spese. Ovviamente restano salvi i beni considerati dalla
legge impignorabili.

Se non si possiede già un titolo che accerta il credito
occorre prima rivolgersi al giudice affinché esso riconosca il mancato
pagamento del debitore: la sentenza diventa in questo caso requisito
per notificare l’atto di precetto. Se da un lato l’assistenza di un
avvocato o di personale qualificato aiuta il creditore a recuperare le
somme a lui spettanti dall’altro è innegabile che anche il debitore
dovrà farsi assistere affinché i suoi diritti non vengano violati.
Esistono infatti dei requisiti formali e sostanziali che vanno
rispettati e che, qualora dovessero mancare, possono costituire un
motivo per opporsi al precetto su sentenza.

Prestito cambializzato

Il Prestito cambializzato è una forma di
credito non finalizzato, ovvero ad esso non è associato l’acquisto di
uno specifico bene o servizio.

Esso viene erogato in seguito alla firma da parte
del richiedente di cambiali. Le
cambiali sono dei titoli di credito dal quale risulta l’obbligo
incondizionato assunto da una persona di pagare o far pagare una
determinata somma, nei modi e nei tempi indicati, al possessore. Chi la
emette ha il vantaggio di differire nel tempo il pagamento e chi la
riceve invece ha il diritto, alla scadenza, di pretenderne il pagamento.

A differenza dei tradizionali finanziamenti, il prestito
cambializzato offre maggiori garanzie al creditore,
dato che la cambiale rappresenta un titolo esecutivo e in caso di
inadempimento può essere utilizzato per effettuare un pignoramento sui
beni del debitore.

Quello che contraddistingue e caratterizza i prestiti
cambializzati
(detti anche prestiti fiduciari o non
finalizzati) è il metodo usato per il pagamento delle rate. Chi ha
richiesto il prestito infatti paga attraverso cambiali, come suggerisce
la definizione.

La rata della cambiale a scadenza periodica è costante
e a tasso fisso
. La cambiale può essere pagata presso
qualsiasi banca e non solamente presso l’istituto che ha concesso il
prestito. Questa metodologia serve a garantire l’istituto di credito
perché le cambiali sono titoli di credito. Se il debitore non paga
quindi la cambiale rappresenta un titolo per richiedere il pignoramento
dei beni e procedere alla vendita forzata. Proprio per questo motivo
spesso i prestiti cambializzati sono concessi dalle banche anche a
cattivi pagatori o soggetti protestati.

I vantaggi maggiori dei prestiti
cambializzati sono la firma singola, l’esenzione
da controllo dei sistemi informativi
e la possibilità di estinzione
anticipata
; Solitamente questo tipo di prestiti viene
accreditato su conto corrente ma non è esclusa la possibilità di
prestiti cambializzati a domicilio, ovvero incassati tramite assegno a
domicilio del debitore nel caso in cui quest’ultimo non disponga di
conto corrente personale.

Per accedere a questo tipo di prestiti sono richieste
garanzie: la più comune è la busta paga da salario
fisso da dipendente. Sono accettate anche la pensione o la dichiarazione
dei redditi
che prova la possibilità di restituire la somma
richiesta. Mediamente la durata di questo tipo di prestito va dai 12
mesi fino ad un massimo di 120.

Prestiti senza busta paga

Quando viene richiesto un prestito sono necessarie delle garanzie:
la più comune è il cedolino della busta paga, che
accerta un salario fisso da lavoratore dipendente e che sia relativa ad
un contratto a tempo indeterminato in essere da un certo periodo di
tempo (solitamente un minimo di tre anni). Ma come è possibile allora
che esistano prestiti senza busta paga? Ci sono
davvero o si tratta solo di pubblicità ingannevoli?

Le banche e gli istituti di credito possono concedere un
prestito anche a chi non dispone della garanzia della busta paga,
ovvero liberi professionisti e lavoratori autonomi ma anche
disoccupati, casalinghe e studenti universitari. Se non si dispone di
un contratto a tempo indeterminato da tre anni e di busta paga da
lavoratore dipendente la banca richiede però altre garanzie:
può trattarsi dell’ipoteca su un immobile di
proprietà, di una persona con i requisiti richiesti disposta a fare da garante
o della presentazione di un documento di reddito
(come il CUD o il Modello Unico) o di un’assicurazione sulla
vita
(mediante i cosiddetti prestiti cambializzati).

In alcuni casi anche se si riceve un canone di affitto per un
appartamento di proprietà si può richiedere un prestito usando la somma
mensile incassata come garanzia: ovviamente però deve trattarsi di
prestiti di basso importo e soprattutto proporzionali all’affitto. Dato
il rischio maggiore per gli istituti di credito essi sono spesso restii
a concedere tale prestito e l’iter per ottenere il finanziamento è in
media più lungo del solito.

Prestito

Il prestito è la cessione di una somma di
denaro con il vincolo della restituzione del solo capitale o maggiorato
di eventuali interessi e spese. Si tratta di un finanziamento di
denaro che una banca, una società di credito o un privato concede ad un
soggetto detto debitore.

Gli elementi che lo costituiscono sono: il capitale
finanziato
, il tasso annuo nominale
d’interesse (TAN), e le eventuali spese di
istruttoria e gestione della pratica.

L’entità del prestito dipende fondamentalmente da due
variabili: la tipologia di finanziamento prescelta e
il merito creditizio del richiedente.

Il mutuo è la forma di prestito che normalmente offre la possibilità di
ottenere importi più elevati, seguita dalla cessione del quinto.

Riguardo al merito creditizio invece, in caso di segnalazioni negative
e scarse garanzie banche e finanziarie non sono disposte ad assumersi
il rischio per importi elevati.

Protesto

Il Protesto è l’atto pubblico attraverso il
quale un pubblico ufficiale attesta il mancato pagamento di un
titolo
, come un assegno o una cambiale,
nei termini concordati.

Il Protesto ha diverse conseguenze: in primis un ulteriore
carico delle spese che vanno a gravare ulteriormente sul debito in
essere; il precetto; il pignoramento dei beni mobili o immobili in caso
di mancato pagamento e infine l’iscrizione nel Registro dei
Protesti
.

L’iscrizione al Registro ha a sua volta delle gravi
conseguenze per chi in futuro vorrebbe ottenere un prestito, anche nel
caso in cui il debito sia stato poi saldato.

Agenzia Debiti offre l’esperienza degli Avvocati
dei Debitori
per ottenere la riabilitazione: “ripulendo” la
propria situazione si può avere di nuovo la possibilita’ di ottenere
dei finanziamenti.

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